Curiosità, Di gioielli, metalli e altre amenità

🎃 Speciale Halloween 🎃 Gioielli Maledetti

È la notte più spaventosa dell’anno, la mia festa preferita in assoluto… ma stanotte sarà un pochino più triste del solito, niente mega festa (su Instagram stasera condivido alcune foto delle famose feste di Tanascura, vieni a vederle su @ceraunavoltagioielli ), niente travestimenti, pochissime zucche e pochi dolci. Però non lasciamoci abbattere, perché oggi ti voglio raccontare una leggenda legata a un gioiello che ti farà accapponare la pelle…

Ecco quindi lo speciale Halloween: il Diamante Hope, il gioiello più maledetto della storia!

Diamante Hope, Smithsonian Museum Washington, (fonte immagine: Wikipedia)

La storia del Diamante Hope è piuttosto contorta e segnata dalle disgrazie più disparate,
occorse ai suoi possessori, i quali si sono succeduti nel corso dei secoli tramandandosi
sfortune, incidenti, suicidi, pazzia e malattie di ogni sorta. Il Diamante, detto anche Blu di
Francia per via del colore profondo della pietra, pesa 45,52 carati e riposa ora in bella mostra nel celebre Smithsonian Museum di Washington.

La storia ha inizio nel 1688 quando al suo primo acquirente, un mercante di nome Jean Baptiste Tavernier, capitò di morire durante un viaggio per le Indie appena dopo essere entrato in possesso del Diamante. La leggenda narra che fosse stato lui stesso a rubarlo da un idolo indiano, scatenando così l’ira del dio e provocando la maledizione che da allora grava sulla pietra.

I successivi proprietari furono Luigi XIV e Luigi XV, i quali, benché abbiano vissuto a lungo,
sono entrambi morti di dolorosa malattia. A questo punto il Diamante , dagli originali 112 carati scende a 67 in seguito a una modifica voluta da Luigi XIV: il Re infatti lo fa tagliare a forma di cuore.

Ora indovinate un po’ chi è stata la quarta sfortunatissima proprietaria di questa nefasta pietra? Proprio lei… Maria Antonietta! E, be’, la sua fine è nota. È però interessante notare che, prima di morire decapitata, fece incastonare il Diamante in una collana.

A questo punto, il Diamante viene rubato da un gioielliere, il quale muore d’infarto subito dopo essere stato a sua volta derubato dalla preziosa quanto pericolosa pietra. Secondo alcune fonti il gioielliere muore appena scopre che l’autore del furto altri non è che suo figlio. Quest’ultimo, appena capisce di aver provocato l’infarto del padre, si toglie la vita. Dopo il suicidio, un amico di famiglia trova la pietra tra i preziosi dei due gioiellieri. Inutile dire che… è morto poco dopo.

Siamo ormai arrivati al 1830, quando il nobile londinese Lord Francis Hope paga un esorbitante somma per avere il Diamante e potergli dare il proprio nome. In fin dei conti a lui va meglio che ai suoi predecessori, visto che si limita a divorziare e a far cadere sua moglie in miseria. Successivamente il signor Hope si sbarazza della pietra.

Jacques Colot, il nuovo acquirente, si suicida non appena vende il Diamante al principe
Kanitowsky, il quale a sua volta muore linciato dai rivoluzionari russi. Prima di morire, però, il principe dona la pietra a una ballerina che – ahimè – muore anch’essa per mano del principe stesso.

Il successivo acquirente del Diamante Hope, un greco, muore cadendo in un dirupo prima
ancora di ricevere la pietra,. Il nuovo possessore, un sultano turco, impazzisce poco dopo.

Siamo quasi arrivati alla fine (almeno per ora…) degli atroci avvenimenti che, da metà Seicento, ruotano intorno a questo meraviglioso diamante color blu profondo, ma seguimi ancora un momento fino al 1910, quando Cartier in persona acquista la pietra per poi venderla immediatamente a McLean, direttore del Washington Post, che a sua volta la regala alla moglie. Qui gli eventi diventano davvero tragici: muoiono, in ordine, la madre, due cameriere e il figlio di McLean, quest’ultimo investito da un auto. I coniugi McLean divorziano e il direttore del Washington Post cade nell’alcolismo. La moglie Evelyn decide di tenere il gioiello finché, nel 1946, la figlia non si suicida ingerendo dei barbiturici. Piccola nota (non tanto) a margine: la figlia aveva indossato la collana il giorno del suo matrimonio. Evelyn, poi, muore di polmonite.

circa 1915: Mrs Evalyn Walsh McLean mentre indossa il Diamante Hope

Nel 1958 il Diamante Hope viene donato dal suo ultimo acquirente privato allo Smithsonian,
dove ancora oggi giace su un cuscino di velluto, protetto da spessi vetri, in attesa della sua
prossima vittima.


Ora, finita questa macabra storia, hai avuto un dejà vu? Ti sembra di aver già visto questa
collana? Se ti dicessi «Voglio che tu mi ritragga come una delle tue ragazze francesi. Con
questo addosso. Con solo questo addosso»… Ti dice niente? Esatto! Si tratta proprio del Cuore dell’Oceano, il gioiello che Rose indossa quando Jack le fa il famoso ritratto. In effetti, benché sia la storia che la collana siano invenzioni cinematografiche, il regista si è ispirato a tre differenti gioielli, tra cui proprio il Diamante Hope. Be’ forse alla fine un po’ di sfortuna l’ha portata anche sul transatlantico, non credi?

Ritratto di Rose con il “Cuore dell’Oceano” Titanic

E ora, buona notte di Halloween amici e amiche, stay creepy and stay safe


Fonti: Wikipedia

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