Appuntamento con il Bronzo

Ed eccoci tornati all’appuntamento coi metalli, il mese scorso qui ho parlato dell’ottone, delle sue caratteristiche, delle curiosità attorno a questa lega e i metodi per pulirlo, oggi invece voglio trattare del Bronzo, una nuova scoperta, almeno per me, che mi ha completamente rapita e innamorata. Come sempre partiamo dalle basi:

Cos’è il bronzo?

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Dunque il bronzo è una lega metallica composta principalmente da rame e stagno, con buone caratteristiche meccaniche e di resistenza alla corrosione. Se aumentiamo ancora il tenore di stagno, allora diventa troppo duro per essere lavorato, consentendo quindi solo pezzi per fusione, anche chiamati getti.

Storia del bronzo:

Come tutti sappiamo dalle scuole elementari, il bronzo ha avuto un ruolo talmente rilevante per l’essere umano che ha addirittura dato il nome a un periodo storico, l’età del bronzo appunto (in Europa siamo tra il 3500 e il 1200 a.C). In questo periodo si è sviluppata la tecnologia bronzea rivolta principalmente alla costruzione di armi, attrezzi e corazze. In Italia per esempio si ebbe una grandissima produzione in Sardegna, durante il periodo Nuragico (1800 cc a.C) non solo di oggetti funzionali ma anche di arte decorativa e votiva. Il Bronzo cedette poi il passo all’età del Ferro, per via della cessazione delle spedizioni attraverso il Mar Mediterraneo di stagno: venne a mancare quindi una componente essenziale della lega. Il bronzo venne perciò usato solo per oggetti di particolare pregio, mentre per molti scopi il più debole ferro dolce era sufficientemente resistente da prenderne il posto. Nell’Antica Grecia venne molto utilizzato, ma fu nell’epoca romana che il bronzo conobbe il suo periodo più felice, soprattutto utilizzato nell’arte statuaria, di cui un esempio su tutti sono i Bronzi di Riace (risalenti circa al V sec. a.C)*21428006852143Bronzi_grande.jpg

Nel Medioevo venne impiegato per la costruzione di arredi sacri, mentre più avanti durante il Rinascimento, perfezionando sempre di più le tecniche di fusione, si raggiunse una mirabile qualità artistica  anche per oggetti più piccoli come per esempio le medaglie.

Piccola curiosità: da sempre viene impiegato moltissimo nei paesi musulmani data la proibizione dell’utilizzo di metalli nobili.

Il Bronzo ha un’infinità di campi di utilizzo, soprattutto nel mondo dell’arte, moltissimi artisti hanno riconosciuto le incredibili qualità del bronzo creando con esso delle vere e proprie opere d’arte…ma vi siete mai chiesti perché? Semplice, molte leghe di bronzo hanno l’insolita e utile proprietà di espandersi lievemente poco prima di solidificare, riempiendo ogni minimo vuoto dello stampo che le contiene. Questo permette, nella scultura finita, di rendere perfettamente ogni minimo dettaglio del lavoro dell’artista. Anche io uso la stessa tecnica e per lo stesso motivo di molti prima di me mi sono follemente innamorata del bronzo, nella lavorazione dei gioielli che per loro natura sono mediamente piccoli e con molti dettagli minuti, il bronzo riesce a rendere giustizia a tutti creando sempre pezzi unici.

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L’utilizzo del bronzo per la realizzazione di gioielli mi ha davvero affascinata, il colore caldo come la sabbia del deserto, le straordinarie patine che assume, i dettagli che riesce a rendere, è materico e misterioso, il suo componente principale, il rame, incarna nella simbologia alchemica caratteristiche come l’amore, l’equilibrio, la bellezza femminile e la creatività artistica.

Come prenderci cura dei gioielli in bronzo

Il bronzo è un metallo che muta il suo aspetto attraverso il tempo, per questo io dico sempre che è un metallo vivo, acquisisce delle patine straordinarie e ha un colore meraviglioso. Dato il mio grande amore per i metalli “al naturale” non eseguo nessun bagno galvanico sui miei gioielli, quindi richiedono (come tutti i metalli) cure e attenzioni. La componente di rame presente nel bronzo può far si che durante il processo di naturale ossidazione delle piccolissime particelle si distacchino e si depositino sulla pelle lasciando un leggero alone verde. Questo non accade a tutti, in primis perché come dicevo qui i metalli reagiscono con il ph della persona che li sta indossando, inoltre dipende moltissimo dalla “sudorazione epidermica” di ognuno di noi: faccio un esempio, a me normalmente il rame non lascia nessuna macchia, tuttavia in periodi in cui sono particolarmente stressata capita che essa compaia, è un po’ come se il rame andasse a “curare” uno stato sbilanciato: se vi interessa scoprire qual è il fabbisogno quotidiano di rame e quali benefici regala al nostro organismo vi rimando a questo articolo molto esaustivo.

E’ bene ricordare che gli eventuali aloni sulla pelle possono essere lavati semplicemente con acqua e sapone e che non comportano nessun rischio e non sono da considerarsi sfoghi allergici.

Se i gioielli in bronzo hanno perduto il loro splendore e sono veramente sporchi, è sufficiente strofinarli con succo di limone o aceto mescolati ad acqua e ad ammoniaca (un terzo di ciascuna). Se il gioiello presenta numerosi ornamenti che magari sono difficili da raggiungere con un semplice panno, consiglio sempre di usare uno spazzolino da denti. Tuttavia in commercio esistono moltissimi prodotti specifici per pulire i metalli, consiglio uno specifico per ottone, bronzo e rame.

Alcune regole generali per prendersi cura di questi gioielli:

-Evitare una eccessiva umidità: Tanto il rame quanto il bronzo si alterano in ossidi e solfuri di rame, di colore scuro, al contatto con l’aria, mentre in presenza di umidità  e

di anidride carbonica si rivestono di patine verdi e azzurre composte si

carbonati di rame (malachite, azzurrite). Diversamente da quanto avviene per il

ferro queste alterazioni rimangono superficiali e il sottile strato di patina

protegge il metallo sottostante da ulteriori alterazioni.

-Evitare di indossarli (ma vale per tutti i gioielli) in piscina e al mare.

-Toglierseli sempre prima di utilizzare creme, profumi e altri cosmetici dannosi per tutti i metalli.

-Toglierseli prima di fare le pulizie casalinghe per evitare che entrino in contatto con elementi chimici pericolosi per loro.

Nella sezione del Blog Cura del Gioiello trovi altri metodi caserecci per curare il tuo monile in bronzo.

Anche per questo metallo ci sarebbero moltissime cose da dire ma per ora mi limito a queste righe che spero possano aiutarti a comprendere meglio i tuoi gioielli di bronzo.

Se questo tipo di articoli ti piacciono, lasciami un commento, lo leggerò con piacere, per il resto sono a tua completa disposizione per fugare eventuali dubbi o per rispondere alle tue curiosità.

Con affetto, Virginia

Fonti:

*1- Treccani online

*2- Museo Nazionale Radio 3

Come custodire i tuoi gioielli

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Oggi parliamo ancora di… “Cura del gioiello e del bijoux”, so che ne ho già parlato ma questo articolo sarà una sorta di vademecum riassuntivo, una pagina da rileggere in caso di dubbi. Per rendere il tutto ancora di più facile consultazione ho pensato che sarebbe stato meglio fare un elenco puntato, una lista di regole da seguire se vogliamo che i nostri gioielli non soffrano. In particolare andremo a parlare di come custodire i nostri monili, cosa fare e cosa non fare, cosa li danneggia terribilmente e cosa invece li aiuta a combattere i segni del tempo.

Bando alle ciance e diamo il via a queste 6 regole da seguire alla lettera:

1° Regola: Secondo me la più importante e su cui ho già scritto qui (e anche qui), LA PULIZIA. I gioielli vengono a contatto con tutti gli acidi della nostra pelle, con i profumi, con le creme, con i prodotti per pulire, insomma con ogni genere di sostanza che alla lunga e senza una continua cura rischia di rovinarli. Dovremmo iniziare a pensare ai nostri gioielli come a dei vestiti che periodicamente laviamo: anche loro hanno bisogno di una certa “manutenzione”. Lo so lo so, la sera siete stanche e non vedete l’ora di buttarvi a letto e spesso vi sfilate anelli, collane e orecchini e li gettate sul cassettone o nel portagioie, così senza pensarci due volte. Cercate di prendere l’abitudine di darli una  veloce pulita ogni volta che ve li togliete, e soprattutto di mantenere pulito anche il contenitore dove li riponete.

2°regola: L’UMIDITA’: pensavate che gli acciacchi e i reumatismi dovuti ad un clima umido fossero una prerogativa dei post 30? sbagliato! anche i vostri gioielli ne soffrono terribilmente (soprattutto il bronzo). Sarebbe quindi una buonissima idea mettere nel cassetto dove riponete i vostri gioielli anche qualche bustina anti umidità, in questo modo li aiuterete in modo significativo a non ossidarsi ancora più velocemente. Inoltre non andrebbero mai lasciati esposti alla luce solare diretta poiché potrebbero scolorire.

3°regola: TOGLITI I GIOIELLI SE…: Facendo determinate attività dovremmo sempre toglierci di dosso i nostri monili, ma quali sono le attività più a rischio? Facile, le faccende domestiche!! Tutti i detersivi, candeggine e prodotti vari sono la Kryptonite per i metalli. Quindi spogliatevene per favore. Fallo anche se usi prodotti aggressivi sotto la doccia (shampoo antiforfora è un esempio su tutti), o se vai in piscina: il cloro NO PLEASE. Anche se ormai fuori ci sono gli orsi polari che attraversano la strada e il tempo passato in spiaggia è solo un ricordo lontano, ricordatevi per la prossima estate che la sabbia si comporta come una sorta di lima sui vostri gioielli in metallo e rischia di graffiarli.

4°regola: IL PORTAGIOIE: Intanto dovrebbe avere un interno morbido, magari di velluto, poi dovrebbe avere molti scompartimenti sia per aiutarvi nell’impresa di mantenere i vostri gioielli ordinati sia per evitare che il contatto tra di loro non rischi di graffiarli. Il massimo sarebbe conservare ogni gioiello in un sacchetto diverso, di cotone o di velluto.

5° regola: APPENDERE LE COLLANE: Le collane riposte in scatole o sacchetti piccoli rischiano di sciuparsi, o peggio rompersi, sarebbe quindi opportuno lasciarle prendere la loro forma originale appendendole. Come? In commercio si trovano tantissimi “appendi-collane” veramente belli e per tutti i gusti, dal manichino con vestiti ottocenteschi (il mio) ad alberi in miniatura, a Cactus, insomma difficile che non riusciate a trovarne uno di vostro gradimento.

6°Regola: DIAMANTI E ZAFFIRI DEVONO ESSERE EMARGINATI: Mi dispiace molto per loro ma gioielli con siffatte pietre per quanto meravigliosi sono un reale pericolo per gli altri gioielli perché essendo pietre dure, ma proprio dure dure, rischiano di rovinare e graffiare gli altri monili; riponeteli in un cassetto a parte.

Infine per concludere, se volete scatenare la vostra fantasia e far uscire il Muciaccia che è in voi, qui sulla mia pagina Pinterest ho creato una bacheca dove potrete prendere spunti e trovare tutorial per creare i vostri portagioie e appendi-collane, sicuramente vi serviranno colla e forbici dalla punta arrotondata…Buon divertimento!

Value liberty (3)Ti aspetto tra due settimane qui sul mio blog con un altro appuntamento, intanto se questo articolo ti ha interessato o ti ha dato spunti creativi, lascia un commento qua sotto e seguimi sui miei social per vedere cosa combino nella mia stanzetta nel bosco, mescolando materiali e trasformando il metallo.

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Appuntamento con l’ottone

Storia, curiosità, utilizzi e come pulirlo

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L’ottone è una lega metallica che adoro perchè oltre ad avere un bellissimo colore che ricorda l’oro, ha delle caratteristiche intrinseche che lo rendono molto apprezzabile; per esempio pur non essendo un metallo nobile non si rovina nel tempo e non diventa rossiccio come molta comune bigiotteria. Sui gioielli che realizzo ho scelto volutamente di non applicare alcuna galvanizzazione, ovvero non hanno alcuno strato superficiale di oro o di argento, che si li renderebbe più lucidi e splendenti ma che a mio modesto parere rovinerebbero l’effetto rustico che amo, inoltre questi strati spesso applicati in gioielleria possono causare reazioni allergiche poiché generalmente contengono nichel. Come tutti i metalli anche l’ottone tende ad ossidare, quindi sulla sua superficie può formarsi una patina più scura detta appunto ossidazione.

Ma sai cos’è l’ossidazione?

“L’ossidazione è un processo chimico che, se vogliamo essere molto rigorosi, consiste in una perdita di elettroni da parte di una sostanza a favore di un’altra; ma lo si può definire in modo più semplice come una reazione con l’ossigeno.”*1

L’ossidazione dei metalli avviene anche attraverso il contatto con agenti ossidanti, come per esempio il sudore (o più semplicemente con la sostanza oleosa che la nostra pelle normalmente produce), alcune sostanze presenti nei cosmetici, con il cloro etc…In alcuni casi, ripeto che dipende molto dal ph di ognuno di noi, può capitare che i gioielli in Ottone possano rilasciare una leggera colorazione verde sulla pelle, soprattutto se si ha una sudorazione molto forte, ma è assolutamente non tossica, e anzi l’assorbimento epidermico di piccole quantità di rame (ricordo che l’ottone è una lega di rame e di zinco) è utile per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Pulizia

La cosa più importante da tenere a mente è che l’ossidazione è un processo reversibile, quindi basterà usare alcune accortezze, avere cura di pulire e lucidare ogni tanto i vostri gioielli in ottone ed essi torneranno come nuovi.

Nella sezione Cura del Gioiello troverai moltissimi consigli caserecci per pulire e lucidare i tuoi bijoux tra cui uno che prevede l’utilizzo del ketchup, interessante no? intanto ti basta sapere che uno dei metodi migliori per pulire questo metallo è l’acqua. Si hai letto bene, l’acqua! Infatti è amica dei gioielli in ottone, quindi è una buonissima abitudine farci la doccia (stando attenti però a non farli venire a contatto con alcuni shampoo piuttosto aggressivi come per esempio quelli antiforfora). Se vuoi invece fare una pulizia più profonda e magari ridonare loro un aspetto luccicante puoi usare una qualsiasi crema per la pulizia dei metalli che si trovano molto facilmente in commercio, strofinando con un panno morbido.

Sei curiosa di scoprire tutti i metodi per pulire l’Ottone con cose che trovi in casa?

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Storia

Sembra che l’ottone fosse noto in Palestina fra il XIV e il X secolo a.C.: a quell’epoca però non si conosceva ancora lo zinco metallico, per cui l’ottone veniva realizzato quale lega “occasionale”. Probabilmente l’ottenimento dell’ottone veniva considerato come una prova di trasmutazione in oro.

Trattando della storia dell’ottone non possiamo non parlare del leggendario Oricalco. L’oricalco viene citato da Omero*2 che lo accomunava alla dea della bellezza e dell’amore, Afrodite. La parola ‘oricalco’ deriva dalle parole greche ὄρος, óros, “monte” e χαλκός, chalkós, “rame”. Ne parla anche Platone nel mito di Atlantide, la leggendaria isola dalle cui montagne si estraeva un metallo rossastro secondo per valore solo all’oro. “L’oricalco, quel metallo che ormai si sente solo nominare, allora era più che un nome, ed era estratto dalla terra in molti luoghi dell’isola, ed era a quel tempo il metallo più prezioso dopo l’oro..” *3

In numismatica l’Oricalco è una lega di rame e zinco, come il nostro Ottone, anche se in percentuali differenti.

Sulla questione Ottone e Oricalco, che è ancora moooolto discussa, vi lascio un link*4 che spiega benissimo quali siano le principali problematiche riguardo la loro storia, le loro differenze e cosa invece li accomuna, se ti interessa approfondire clicca qui

Nel dicembre 2014 sono stati rivenuti, sulla costa sud della Sicilia a Gela, diversi lingotti di oricalco facenti parte di un carico di una nave di circa 2.600 anni fa. Se sei curios* e vuoi saperne di più su questo grandioso ritrovamento, ti lascio qui il link diretto a un articolo molto esaustivo. Sarà il mio passato di studi archeologici ma trovo che questa scoperta sia molto interessante e ci dia una testimonianza reale degli utilizzi che in passato aveva questa lega di rame e zinco, così simile a quella che usiamo oggi.

Ci sarebbe molto da dire riguardo all’Ottone, ma intanto spero di averti incuriosito e sono certa che da oggi non guarderai più il tuo bijoux con gli stessi occhi…

Se questo genere di articolo ti è piaciuto, ricorda che il prossimo mese, per la precisione Sabato 8 Dicembre, uscirà sul blog un approfondimento su un’altra fantastica lega, il Bronzo.

Con affetto, Virginia

Fonti:

1-http://www.treccani.it/enciclopedia/ossidazione(Enciclopedia-dei-ragazzi)

2- Inno ad Afrodite, Proemio pervenutoci sotto il nome di Omero

3- Crizia, Platone

4- Atlantide, l’Oricalco e altre cose misteriose, L. Anatrini

Un po’ di storia…prima di iniziare

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Tutto inizio` 20 anni or sono con una bottiglia piena di perline colorate e un filo di spago. Era la fine degli anni ’90 quando mi venne fatto questo regalo e conobbi la mia piu`grande passione. Mia nonna, che aveva lavorato per una vita intera in una gioielleria, fu ben felice di insegnarmi i rudimenti della creazione di monili, ricordo che passavamo pomeriggi interi a infilare perline, lentamente una dopo l’altra, tra chiacchiere e squisite merende. Non potevo che innamorarmi perdutamente. Certo rimase solo un bellissimo passatempo. Piu`tardi mi iscrissi infatti all’ Universita per seguire un altro grande amore: la storia antica dei popoli del Vicino Oriente, dove in seguito ho conseguito una laurea con una tesi in Egittologia. Ricordo pero` un giorno di primavera, prima della sessione di esami, seduta su una panchina della mia facolta`mi giunse un’illuminazione. Per quanto mi piacesse, quella non era la mia strada, capi’ che spesso la vita ti fa fare dei giri strani e contorti e sta solo a noi cogliere i suoi segnali e la sua guida. La mia strada doveva cambiare, le mie mani fremevano, avevo bisogno di creare e dare libero sfogo alla mia fantasia. Cosi’ seguendo questa via che da molti e’ stata definita bohemien, mi sono iscritta a una scuola di oreficeria classica nella splendida citta’ d’arte di Firenze. Finiti anche questi studi, ho creato il mio angolo di lavoro nel laboratorio che condivido con il mio compagno che e’ un bravissimo scultore.

Noi passiamo le nostre giornate cosi, a una passo dal bosco, tra polvere, fuoco, molti gatti, argilla e metallo, giochiamo, ci sporchiamo le mani e creiamo.

A noi piace cosi ♥.

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⇴ Credo nel valore di un gioiello che prende forma lentamente tra polvere fuoco e immaginazione. In una societa`dove la velocita` sembra essere un requisito fondamentale, la lentezza diventa un atto rivoluzionario.

⇴Credo nel valore del Fatto a Mano come un ritorno alle origini. Un ritorno ad antichi mestieri tramandati per secoli che non meritano di finire nell’oblio. Un valore alto che cerchiamo di trasmettere a ogni gioiello che creiamo.

⇴Credo nell’eleganza, ma in quell’eleganza semplice, un po’ grezza e genuina, che ispira e nutre il nostro lato selvaggio.

⇴Credo che un gioiello possa divenire custode di significati profondi e unici, di piccoli segreti e grandi speranze, trasformandosi quindi in talismano.

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Persefone handmade

Beatrice Miliani creatrice di bijoux

C'era una volta

Gioielli artigianali di Virginia Mori Ubaldini